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Sport: elisir di benessere anche durante la terza età

Stando ai dati Istat nella Penisola è particolarmente accentuato l’aumento del numero di anziani entro i prossimi 30 anni: gli ultra 65enni, oggi pari al 20% circa della popolazione, cresceranno fino al 2043, anno in cui oltrepasseranno il 32%; oltre a ciò si allunga l’aspettativa di vita. Spesso il popolo dalla chioma bianca ha una buona disponibilità economica, ha bisogno di cure particolari, non gli manca il tempo libero e, soprattutto, vuole vivere a lungo e bene divertendosi, perché teme la solitudine, e pratica del sano sport.

oa-swimming-image-1---bannerFoto: bhfactive.org.uk

L’attività motoria andrebbe prescritta come una vera propria medicina a tutte le età; il movimento, infatti, può prevenire o attenuare molti problemi psicofisici collegati all’età, oltre che favorire la socializzazione. In generale l’attività fisica fa bene per tutto l’organismo e previene tante altre malattie tipiche della terza età come patologie cardiovascolari, diabete, depressione, osteoporosi e ipertensioni. Ovviamente, con l’aumentare dell’età è importante seguire una serie di accortezze maggiori ma, se praticato in modo adeguato e con frequenza costante, l’esercizio fisico rimane anche per gli over 65 un’arma fondamentale contro le malattie tra cui i tumori.  Ma che tipo di attività svolgere dopo i 65 anni? E’ consigliabile fare delle quotidiane lunghe passeggiate a passo veloce, la cyclette, il nuoto, la ginnastica dolce in acqua e anche lo yoga. Poi conviene dimenticarsi il più possibile dell’anscensore e, se ivece si è abituati ad altri tipi di sport, è bene continuare.

basenFoto: ecspedycja.eu

Non meno importante è il fattore legato all’alimentazione: una sana abitutidine alimentare è il primo e indispensabile presupposto per un invecchiamento attivo e in buona salute. Il corretto apporto di tutti i nutrienti necessari oggi può essere favorito anche dalla supplementazione della dieta con i numerosi prodotti nutraceutici disponibili sul mercato. Sono numerosi i nutrienti che un over 65 può utilmente includere nella propria dieta per ottenere notevoli benefici in termini di qualità di vita, come le fibre, le proteine, anche di origine vegetale, i fitosteroli e i polifenoli, gli aminoacidi, gli acidi grassi essenziali, gli antiossidanti, gli Omega3, i sali minerali e le vitamine; e ancora il coenzima Q10, gli steroli, il selenio, l’acido folico e il ferro.

Fonti: L’Eco di Bergamo, Italia Oggi


Crampi muscolari. Come combatterli con l’omeopatia

I crampi muscolari possono essere anche piuttosto dolorosi e arrivano all’improvviso a causa di una contrazione involontaria di uno o più muscoli. La contrazione è determinata dal fatto che all’interno dei muscoli non è presente una corretta quantità di ossigeno. Si può incorrere nei crampi muscolari anche durante la pratica dell’attività sportiva, come gli sport invernali e lo sci in particolare. I rimedi omeopatici possono costituire un aiuto da tenere in considerazione. Naturalmente sono escluse le cure fai da te.

calf-acheFoto: freedrinkingwater.com

Anche nel caso dell’omeopatia, come d’altronde nel caso della medicina tradizionale, non bisogna improvvisare, ma è opportuno rivolgersi ad un esperto. In linea generale possiamo provare a delineare alcune indicazioni di soluzioni omeopatiche adatte a combattere i crampi muscolari, ricordando che il tutto deve essere comunque seguito sotto stretto controllo medico. Per attuare un’adeguata prevenzione dei crampi, potrebbe essere utile l’assunzione di Bioptimum S-stress; particolarmente indicati sono anche Arnica montana 9 CH, Cuprum metallicum 9 CH e Sarcolacticum acidum 5 CH. Queste sostanze dovrebbero essere assunte prima, durante e dopo lo sforzo fisico.

Dopo uno sport praticato in maniera intensa, si può incorrere in un indolenzimento muscolare. In casi come questo sarebbe importante assumere Arnica montana 9 CH. Infine, ma non meno importante, ricordiamo che quando si pratica attività sportiva, di qualsiasi natura essa sia, è sempre opportuno fare un buon riscaldamento prima e dello stretching dopo.

 

Basic-Stretching-PosesFoto: humberlife.com

Se però il dolore è molto intenso è possibile trattare la zona interessata con la Tecarterapia.

Fonte: tantasalute.it

 

 


10.000 passi al giorno per restare in forma

Per prendersi cura in modo corretto del proprio benessere è sufficiente aumentare di almeno 2000 passi l’attività fisica che si pratica quotidianamente. E’ quanto afferma una ricerca realizzata dal Dr. James O. Hill, del Center for Human Nutrition della University of Colorado Health Sciences Center. Per perdere peso bisogna camminare di più. Le persone che hanno una vita sedentaria, generalmente compiono dai 2000 ai 3000 passi al giorno. Studi precedenti hanno dimostrato che compiere 6000 passi al giorno riduce sensibilmente il rischio di patologie cardio-circolatorie; compierne dagli 8000 ai 10.000 aiuta a perdere peso. Quanto valgono 2000 passi? E’ circa un miglio. Per avere benefici per la propria salute, non occorre compiere l’intero miglio tutto in una volta sola, basta aggiungere qualche passo in più alla normale attività fisica che realizziamo durante la giornata.

279edf1209640830c82a7139ce067cFoto: mineimatorforums.com

CONTAPASSI: avere sempre con sé un contapassi, incentiva a camminare di più ogni volta che se ne ha la possibilità. Ci sono diversi espedienti che possono far aumentare di uno o due miglia il cammino che realizziamo ogni giorno: parcheggiare più lontano rispetto alla nostra destinazione, prendere le scale piuttosto che l’ascensore, camminare quando si parla al telefono, camminare sul posto un minuto ogni ora.

Qui sotto sono riportati alcuni stratagemmi per camminare di più durante l’intero arco della giornata (ricordatevi che l’obiettivo è raggiungere i 10.000 passi al giorno):

  • parcheggiare nel punto più lontano rispetto alla nostra destinazione;
  • se si utilizza il bus, scendere alla fermata prima e proseguire il resto del percorso a piedi;
  • fare le scale piuttosto che usare l’ascensore;
  • camminare mentre si parla al telefono;
  • non comunicare le informazioni ai propri colleghi d’ufficio o ai propri vicini di casa tramite telefono o e-mail, ma recarsi personalmente da loro;
  • mentre si conversa con un amico, non rimanere fermi ma camminare;
  • cambiare i canali della tv direttamente dal televisore, non utilizzando il telecomando;
  • non rimanere seduti o sdraiati, ma camminare durante gli spot pubblicitari;
  • dedicare qualche minuto ogni ora per fare due passi;
  • camminare durante la pausa pranzo;
  • camminare insieme ad amici e vicini di casa;
  • far diventare la passeggiata dopo pranzo e dopo cena un’abitudine famigliare;
  • portare in casa le borse della spesa una alla volta;
  • portare il proprio cane a fare una passeggiata;
  • camminare mentre si sta preparando il pranzo o la cena

<<E’ interessante riflettere sul fatto che tutti questi espedienti, apparentemente insignificanti, sono degli alleati molto importanti per la lotta contro l’obesità>> –  chiosa Catrine Tudor-Locke, Ph.D., Department of Exercise and Wellness, Arizona State University, a conclusione di una ricerca del President’s Council of Physical Fitness and Sports.

WalkingFoto:caribbeancr.edublogs.org

Rapporto tra attività – passi compiuti: 1 miglio = 2100 passi di media; 1 giro dell’isolato = 200 passi di media; 10 minuti di camminata = 1200 passi di media; nuotare o andare in bicicletta = 200 passi per ogni minuto; atletica – sollevamento pesi = 200 passi al minuto; pattinaggio a rotelle = 200 passi al minuto.

Siete ancora lì davanti al computer? Alzatevi e camminate!!


Mal di schiena? Ecco come combatterlo

La ginnastica posturale aiuta ad alleviare i dolori che durante la giornata impediscono, a volte, di lavorare, allenarsi e perché no anche a compiere semplici gesti quotidiani quali lavare i pavimenti o raccogliere un oggetto da terra. Lombalgia, dorsalgia, sciatalgia,  lombocruralgia, cervicobrachialgia, cervicalgia, patologie vertebrali, tanti nomi che si possono riassumere in uno solo: mal di schiena. Chi non ne ha mai sofferto almeno una volta nella vita!

imagesFoto: flaviliciousfitness.tumblr.com

Il mal di schiena è molto diffuso non solo tra anziani con osteoporosi o adulti con problemi vertebrali, ma anche tra giovani sani che usano male la loro colonna vertebrale assumendo atteggiamenti scorretti al lavoro, in aula, in palestra. Oltre a posture e movimenti scorretti, a causare il dolore possono essere stress, forma fisica insufficiente o sovrappeso.

back-pain1-e1342732706345Foto: exercisestudies.co.uk

Tre concause che possono essere facilmente eliminate con un’attività fisica mirata quale la ginnastica posturale. Tuttavia quando il dolore è molto intenso è possibile trattare la zona interessata attraverso la Tens, la Tecarterapia e la mobilizzazione passiva del tratto lombare con esercizi di STRETCHING e TRAZIONE VERTEBRALE per dare la possibilità alla muscolatura di distendersi e allungarsi al meglio.

188_78650680 Foto: unique-center.it

Quando e quanto è consigliato praticare la ginnastica posturale
Le lezioni sono di tipo individuale, in modo tale da sviluppare un programma personalizzato sull’individuo, in base alle sue necessità. Prima di incominciare le lezione è opportuno sottoporre il bambino ad un’analisi posturale attraverso l’utilizzo di due apparecchiature: Postural Bench e Pedana Stabilometrica. La postural Bench è una macchina che attraverso sensori a pressione, permette di osservare le tensioni delle catene muscolari posteriori che sono la causa delle torsioni a livello dei tratti dorsale, lombare e sacro-iliaco. La Pedana Stabilometrica invece, ci permette di analizzare il baricentro del paziente e quindi i disordini che esso provoca se è fuori asse quando egli è in posizione eretta. Ciò significa che viene valutata la posizione del paziente in ortostasi (in piedi) ovvero se la sua postura è più spostata in avanti, indietro o lateralmente, oltre alla valutazione degli arti anteriori.


Ginnastica posturale nei bambini

La ginnastica correttiva è rivolta a bambini e ragazzi, ovvero a quei soggetti che sono ancora in crescita e la cui formazione ossea non è ancora definitiva e conseguentemente ancora modificabile attraverso un uso appropriato dell’esercizio fisico. E’ finalizzata non solo a correggere il difetto della postura, ma soprattutto a prevenire un futuro possibile peggioramento (scoliosi,cifosi o dorso curvo, iperlordosi ecc).

abQb4SWHs13y70Y3 Foto: reddit.com

A chi si rivolge
La ginnastica correttiva si occupa di bambini e adolescenti perfettamente sani che però presentano paramorfismi, ovvero alterazioni nella forma e nell’atteggiamento del corpo che, senza difetti nella struttura ossea, comportano una alterazione della forma corporea (sono vizi di postura:atteggiamento scoliotico, portamento rilassato, dorso curvo ecc).
Si parla invece di dismorfismi quando le alterazioni dello scheletro si cronicizzano e non possono essere modificate con la ginnastica correttiva in quanto l’osso si è stabilizzato nel nuovo “assetto”.
I paramorfismi, soprattutto nel periodo dell’età evolutiva, sono per lo più poco visibili e non provocano dolore, inoltre, nel caso vi sia una predisposizione, l’età scolare è il momento in cui esse si manifestano. Infatti, le statistiche parlano di oltre il 50% dei bambini che, dal primo ciclo della scuola elementare al terzo anno della scuola media, risultano portatori di paramorfismi che interessano il rachide, i piedi, il ginocchio. Infatti il corpo del bambino può essere sovraccaricato da un uso scorretto dello zaino, da posture sbagliate e dannose su sedie e scrivanie.
Per evitare che queste alterazioni fisiche si trasformino in dismorfismi (succede soprattutto in quelle che interessano la funzione statica della colonna vertebrale) è importante, se non fondamentale, che gli insegnanti e i genitori riescano a rilevarne la presenza fin dai primi anni di scuola. Tanto prima si riesce ad intervenire con la ginnastica correttiva, costante e continua, quanto migliori saranno i risultati affinchè il ragazzo ridiventi in grado di assumere la posizione corretta e di mantenerla.

Gli obiettivi della posturale nel bambino
La capacità dell’esercizio fisico di plasmare il corpo a nostro piacimento è ancora più evidente durante il periodo della crescita (età evolutiva). Allora, sfruttando questa prerogativa dell’esercizio, si mira a migliorare la morfologia e la postura dei bambini e dei ragazzi che con il crescere vedono il proprio fisico indebolirsi ed andare incontro a paramorfismi. Quindi la ginnastica posturale si prefigge l’obiettivo di correggere i paramorfismi e di modificare gli atteggiamenti scorretti.

imagesFoto: totalhealthutah.com

Come si ottiene tutto ciò
Si ottiene attraverso esercizi di allungamento delle retrazioni miofasciali, potenziamento dei muscoli deficitari, ricerca della postura corretta sia in situazioni dinamiche che statiche, percezione e autocorrezione dei difetti posturali.
Si insegna ai bambini e adolescenti ad avere un controllo sul proprio corpo e sui propri movimenti, per renderli più precisi e più sani.

Quando e quanto è consigliata praticarla
Le lezioni sono di tipo individuale, in modo tale da sviluppare un programma personalizzato sul bambino, in base alle sue necessità. La durata della seduta è di circa 1 ora, naturalmente può variare in base alla capacità del bambino di concentramento sull’esercizio. Prima di incominciare le lezione è opportuno sottoporre il bambino ad un’analisi posturale attraverso l’utilizzo di due apparecchiature: Postural Bench e Pedana Stabilometrica. La postural Bench è una macchina che attraverso sensori a pressione, permette di osservare le tensioni delle catene muscolari posteriori che sono la causa delle torsioni a livello dei tratti dorsale, lombare e sacro-iliaco. La Pedana Stabilometrica invece, ci permette di analizzare il baricentro del paziente e quindi i disordini che esso provoca se è fuori asse quando egli è in posizione eretta. Ciò significa che viene valutata la posizione del paziente in ortostasi (in piedi) ovvero se la sua postura è più spostata in avanti, indietro o lateralmente, oltre alla valutazione degli arti anteriori.

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L’alimentazione del bambino e dell’adolescente

Per sviluppare al massimo le loro potenzialità, i bambini devono assolutamente seguire una dieta sana. Le abitudini alimentari e sportive dell’infanzia e dell’adolescenza possono determinare la differenza tra salute e rischio di malattia negli anni successivi. Le diverse fasi del ciclo della vita impongono esigenze nutrizionali diverse. Dopo i 4 anni, il fabbisogno energetico per chilogrammo di peso corporeo diminuisce ma la quantità effettiva di energia (calorie) necessaria aumenta man mano che il bambino cresce. Dai 5 anni all’adolescenza, c’è un periodo di crescita lenta ma costante. In alcuni bambini l’assunzione di ferro, calcio, vitamine A e D e vitamina C può essere inferiore ai livelli consigliati, anche se nella maggior parte dei casi le carenze sono improbabili, purché l’apporto energetico e proteico sia adeguato e si mangino cibi diversi, compresa frutta e verdura.
Pasti regolari e spuntini salutari che comprendano alimenti ricchi di carboidrati, frutta e verdura, latticini, carni magre, pesce, pollame, uova, legumi e noci dovrebbero contribuire ad una crescita e ad uno sviluppo corretto senza introdurre calorie eccessive con la dieta. I bambini hanno bisogno di bere molti liquidi, soprattutto se fa caldo o se praticano attività fisica. L’acqua è ovviamente una buona fonte di liquidi, priva di calorie. La varietà è importante nella dieta del bambino: si possono scegliere anche altre fonti di liquidi, come latte e bevande a base di latte (frullati, succhi ed estratti di frutta).
Le esigenze nutrizionali dei giovani sono influenzate in primo luogo dalla crescita improvvisa che si manifesta nella pubertà. Il picco di crescita si ha generalmente tra gli 11 e i 15 anni per le ragazze e tra i 13 e i 16 anni per i ragazzi. Il bisogno di nutrienti è notevolmente diverso da persona a persona e l’assunzione di cibo può variare enormemente da un giorno all’altro, cosicché la carenza o l’eccesso di un giorno può benissimo essere compensato il giorno successivo. In questo periodo della vita, si ha un maggior rischio di carenza di vari nutrienti, tra cui ferro e calcio.


Total body: ecco i benefici

Step e tanta musica per un’attività che permette di dire addio agli odiosi cuscinetti su fianchi e cosce. Si chiama Total body workout ed è un tipo di allenamento che ha lo scopo di allenare l’intera muscolatura del corpo. Sono piegamenti, flessioni e squat su gambe e braccia e i benefici sono visibili su gambe, braccia, cosce e glutei.

punchFoto: hookedoniron.com

Si inizia l’allenamento con dieci minuti di riscaldamento, fondamentali per evitare pericolosi strappi muscolari, e successivamente si prosegue con la lezione di total body che include due tipi di allenamento: aerobico e tonificazione. Tutto viene fatto a ritmo di musica, si eseguono in serie coreografie, ricche di esercizi.  Si usano lo step, i manubri e gli elastici. In questo modo si bruciano calorie ma si correggono anche i difetti di postura. Ma non si fermano qui i benefici del total body. Oltre infatti a migliorare l’aspetto fisico agiscono sul controllo del peso, provocano dei cambiamenti, diminuiscono i tassi di colesterolo e aumentano invece le quantità di quello buono. I muscoli lavorano meglio e bruciano i grassi per produrre energia.

0605-ult-do-it-homeFoto: womenshealthmag.com

Il cuore, infine, si allena ed è capace di pompare meglio il sangue nelle arterie. Il total body workout è un tipo di allenamento adatto a tutti, soprattutto a quelle donne che desiderano migliorare l’aspetto di gambe, glutei e ottenere benefici per tutto l’organismo. Da evitare in stato di gravidanza!


GAG. Tutti i benefici

L’accumulo di adiposità localizzate, gli squilibri alimentari e la vita forzatamente sedentaria, sono spesso fra i fattori che più penalizzano le naturali rotondità femminili, appensandendole fastidiosamente e rendendole di tonicità. Per correre ai ripari e mantenere una forma fisica gratificante sono sempre più numerose coloro che scelgono di dedicare alla palestra una parte delle ore faticosamente rubate agli impegni di ogni giorno. In questo caso, l’imperativo è quasi per tutte quello di ottimizzare i tempi per ottenere risultati soddisfacenti nel minor tempo possibile.
Forse è proprio questo il segreto del grande successo del GAG (gambe, addominali, glutei), una delle opzioni fitness da anni fra le più popolari, praticate e apprezzate in ogni palestra.

imagesFoto: farmergym.com

Ma cosa significa GAG?
Dietro questo sintetico acronimo non si nascondono solo le iniziali dei tre punti critici per eccellenza (gambe, addominali, glutei), ma anche e soprattutto un programma di allenamento, della durata massima di 60 minuti, a ritmo di musica intenso e impegnativo sotto la guida di un istruttore.
Il GAG coniuga infatti un allenamento di tipo cardiovascolare, basato sui principi e i passi dell’aerobica e dello step, ad esercizi di tonificazione mirata particolarmente concentrati su punto vita, cosce e fianchi. Un’azione combinata capace letteralmente di polverizzare gli odiosi cuscinetti, allenando a tempo stesso tutto l’organismo.

0502_bicycle_crunchFoto:womenshealthmag.com

Allo schema classico dell’aerobica, che prevede una fase iniziale di riscaldamento, una parte centrale intensiva e una di defaticamento, vengono integati esercizi a corpo libero o da svolgersi con il supporto di pesetti, elastici, gradini e altri accessori. Il ritmo è serrato, senza soluzione di continuità, e permette un dispendio calorico notevole: in media, un’ora di lezione consente di bruciare dalle 400 alle 600 calorie.

I benefici che si ottengono sono particolarmente motivanti: il corpo si asciuga, i muscoli si tonificano senza gonfiarsi, la percentuale di grasso corporeo si riduce progressivamente e il peso diminuisce, mentre aumentano la capacità polmonare e la resistenza. Le controindicazioni sono le stesse dell’aerobica ad alto e medio impatto e riguardano soprattutto chi ha problemi alla schiena e alle articolazioni e chi proviene da un lungo periodo di inattività, e che dovrebbe orientarsi di preferenza su discipline meno impegnative prima di raggiungere un livello di allenamento minimo necessario a sostenere questpo tipo di impegno. Sconsigliato anche alle donne in gravidanza, è invece ottimo per le neo mamme preoccupate di recuperare al meglio il proprio peso forma dopo la gravidanza e per chi ama le attività collettive a ritmo di musica, in cui l’azione trascinante del gruppo aiuta ad affrontare la fatica senza scoraggiarsi né annoiarsi.


Pilates. Tutti i benefici

La forma fisica e mentale non sempre è facile da recuperare, ma se ci affida all’esperienza di professionisti il traguardo è sicuramente più vicino. Una delle attività motorie che meglio soddisfa  il maggior numero di esigenze è il Pilates, che non si limita alla tonificazione muscolare ma interviene su postura, rieducazione post traumatica, equilibrio e presa di coscienza del corpo.

zoshoa022013Foto: fitnessnetwork.com.au

Varianti del Pilates

Non esiste un unico tipo di Pilates, anzi, negli ultimi anni sono nate diverse varianti, per esempio l’aeropilates (il pilates in aria che permette di eseguire delle vere e proprie acrobazie); il pilates per le donne in gravidanza; quello unito allo yoga con l’utilizzo di macchinari che è più lento, ma non meno ritmico. Ma quali sono esattamente i vantaggi a livello fisico?

Vantaggi fisici

I vantaggi fisici che apporta questa specialità sportiva sono vari: innanzitutto bisogna menzionare il rafforzamento dei muscoli degli arti e l’apprendimento della respirazione, in quanto gli esercizi vengono eseguiti lentamente, viene inoltre consigliato dagli psicologi alle persone che soffrono di ansia. Il trucco di questa attività sta proprio nel fatto che ci muoviamo quasi senza rendercene conto perché ci muoviamo quasi senza rendercene conto. Inoltre è molto consigliato per muoverci dopo la gravidanza.

mindbody122012Foto: fitnessnetwork.com.au

Diverse tecniche

Questo metodo di ginnastica combina molte tecniche: balletto, yoga, ginnastica classica. Le posizioni corporali sono molto chiare e precise e, grazie ad esse, il corpo si abitua ad assumere una postura corretta anche nella vita quotidiana. Stabilire esercizi in maniera equilibrata favorisce inoltre la concentrazione. Il rilassamento è quindi un fattore estremamente importante del pilates che è perfetto per calmare i nervi e mantenere la nostra mente più attiva ma allo stesso tempo rilassata. Infine, altri benefici riguardano il miglioramento della flessibilità muscolare sia delle gambe che delle braccia nonché un miglioramento dell’equilibrio per tutte le parti del corpo.

Fonte: sport.uncome.it


Nuove regole per i certificati medici sportivi

Il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha firmato nuove linee guida di indirizzo in materia di certificati medici che si applicano agli alunni che svolgono attività fisico-sportive organizzate dalle scuole al di fuori dell’orario di lezione, a coloro che fanno sport presso le società affiliate alle Federazioni sportive nazionali e al Coni (ma che non siano considerati atleti agonisti) e a chi partecipa ai Giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionale.

Rimane non obbligatorio ma facoltativo, dato che molte palestre ancora lo richiedono, il certificato per chi fa attività ludico-motoria.

Coloro che praticano attività sportive non agonistiche si devono sottoporre a controllo medico annuale e per ottenere il rilascio del certificato è necessaria l’anamnesi e l’esame obiettivo con la misurazione della pressione e di un elettrocardiogramma a riposo.

Per coloro che hanno superato i 60 anni e che associano alti fattori di rischio cardiovascolare, è necessario un elettrocardiogramma basale debitamente refertato annualmente, come anche per coloro che, a prescindere dall’età, hanno patologie croniche conclamate che comportano un aumento del rischio cardiovascolare.

I certificati per l’attività sportiva non agonistica possono essere rilasciati solo dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta o dal medico specialista in medicina dello sport.

Il costo degli accertamenti è sempre a carico del cittadino.

Nei prossimi giorni il ministro della salute Beatrice Lorenzin molto probabilmente terrà una conferenza stampa dove spiegherà dettagliatamente le nuove linee guida già entrate in vigore inerenti i certificati medici per attività sportive.

ministro-beatrice-lorenzinFoto: minturnet.it

Il ministro della salute Beatrice Lorenzin

Il decreto legislativo sui certificati medici sportivi si è reso necessario secondo la titolare del dicastero della salute per cercare di mettere un po’ d’ordine nell’ambito delle attività sportive.

Fonte: Agenzia di stampa ASCA


Lo sport giusto da piccoli per prevenire malattie da grandi

Praticare fin dai primi anni di vita giochi o attività sportive, di squadra o individuali, può aiutare anche a prevenire condizioni croniche da adulti. Ma non solo: <<l’80% dei bambini con malattia cronica possono praticare un’attività fisica che può essere anche parte del piano terapeutico. Perché lo sport produce un incremento dell’autostima tale da superare molte delle difficoltà che una malattia crea>> – spiegano gli esperti dell’ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Per i più piccoli il rientro dalle vacanze spesso coincide con la scelta dello sport da praticare durante l’anno, mentre i più grandi, in genere, proseguono l’attività decisa in precedenza.

Website cover pageFoto: svjcc.org

Le indicazioni degli esperti dell’ospedale prevedono che l’attività nei primi 4-5 anni di vita debba favorire la conoscenza del proprio corpo nello spazio. In seguito, si possono cominciare a praticare anche sport più specialistici e di squadra. Fondamentale la certificazione medico-sportiva: riguarda anche i piccoli pazienti affetti da malattie croniche che vogliono praticare lo stesso un’attività fisica. Secondo gli specialisti del Bambino Gesù: << ai bambini già in età prescolare si può proporre il nuoto. Uno sport completo, che viene praticato fin da piccoli poiché per il bambino l’acqua è l’ambiente più naturale e congeniale. Oltre a questo – osservano – fino ai 7-8 anni sarebbe opportuno praticare attività quali atletica leggera (marcia, corse, salti, lanci) o ginnastica. Quelle in cui il piccolo impara ad utilizzare il proprio corpo nello spazio e migliora la coordinazione neuromotoria>>.

slideshow-kids-960x380Foto: h2okidszone.org

Le discipline sportive collettive (calcio, pallavolo, pallacanestro, pallanuoto, rugby, pallamano e hockey) sono in genere apprezzate dai bambini sopra i 7 anni poiché coniugano impegno atletico, aspetto ludico e spirito di squadra. Collaborare tutti assieme per raggiungere il risultato, è un messaggio che viene codificato a partire da questa fascia di età e non prima. Gli sport individuali (ginnastica, sci, nuoto, ciclismo, canottaggio, scherma, arti marziali, eccetera) richiedono la capacità di resistere alla fatica, la capacità di concentrazione, il senso di responsabilità.

Kids-Mini-Water-Polo-Eager-Beaver-Swim-School-199x300Foto: eagerbeaverswimschool.com

Oltre i 9-10 anni ci si può accostare anche a discipline più specializzate, che richiedono anche il contemporaneo utilizzo di un attrezzo, come avviene ad esempio nella scherma, nel tennis e nel tiro con l’arco. Nel caso di sport che sollecitino in modo particolare la schiena (ad esempio la danza e la ginnastica artistica) è utile abbinare una pratica in grado di ‘compensare’ e ridistribuire l’impegno.

<<Un passaggio fondamentale – spiega Attilio Turchetta, responsabile di Medicina dello Sport all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – è quello della certificazione medico-sportiva. Abbiamo una legge molto efficace, integrata da regolamenti regionali, che oltre al medico dello Sport, assegna anche al pediatra di famiglia e al medico di base (sempre con costi contenuti) il compito di rilasciare il certificato non agonistico. E’ invece compito esclusivo del medico dello sport rilasciare la certificazione agonistica. Perseguire uno stile di vita corretto attraverso l’attività sportiva – continua – è considerato un obiettivo così importante, che in numerose Regioni tutti i test a pagamento previsti per il rilascio della certificazione agonistica sono esenti dal ticket fino ai 18 anni>>.

L’ospedale Bambino Gesù ha predisposto da tempo una struttura di Medicina dello sport dedicata alla valutazione funzionale e alla certificazione medico-sportiva di piccoli pazienti affetti da varie patologie croniche quali, ad esempio, cardiopatie congenite operate e non operate, malattie oncologiche, renali, polmonari o neuromuscolari. <<In questo modo – sottolinea Turchetta – si permette ad oltre l’80% dei bambini con malattia cronica di praticare un’attività fisica che può essere anche parte del piano terapeutico>>.

Non c’è uno sport specifico da consigliare ad un bambino affetto da malattia cronica: <<si cerca di seguire le inclinazioni e le aspirazioni del bambino evitando quelle che possano essere le attività pericolose in rapporto alla malattia. Per esempio: un bambino portatore di pace-maker dovrà evitare gli sport di contatto (tuffi, arti marziali, rugby ecc.) così da non rischiare eventuali traumi sul dispositivo. Potrà invece praticare in sicurezza il tennis, sport nel quale gli atleti sono separati da una rete e non si prevedono contatti fisici>>.

Fonte: Adnkronos News