Le morti improvvise nello sport

Alcuni giorni fa, siti web e giornali sportivi hanno riportato la notizia circa i risultati della perizia sulla morte di Piermario Morosini, giocatore del Livorno che ha perso la vita lo scorso 14 aprile durante Pescara-Livorno. A causare il decesso è stata la cardiomiopatia aritmiogena, malattia di probabile origine genetica che produce aritmie ventricolari e rappresenta la causa più frequente di arresto cardiaco negli sportivi professionisti.

Soccorrittori di Morosini durante Pescara - Livorno

Soccorrittori di Morosini durante Pescara – Livorno – Foto: sportmediaset.mediaset.it

Morti improvvise nello sport

Le morti improvvise durante un’attività sportiva rappresentano un evento  molto improbabile. Tuttavia tali episodi provocano grande risonanza mediatica perché accadono molte volte in atleti che sono sottoposti a frequenti controlli medici senza riscontro di alcuna patologia. Pertanto appaiono incomprensibili.

Occorre distinguere la morte improvvisa di un giovane sportivo da quella di una persona adulta che pratica attività fisica.

Nel giovane le cause di morte improvvisa nel campo di gioco o nelle palestre scolastiche sono generalmente da attribuirsi a due gruppi fondamentali di cause etiologiche:

  • anomalie cerebro-metaboliche o cerebro-elettriche;
  • anomalie della pressione di perfusione arteriosa.

È ormai accettato che nei soggetti giovani il meccanismo neurocardiogenico è quello più frequentemente implicato nella maggioranza degli eventi di morte improvvisa, particolarmente in quegli episodi che avvengono nell’immediato periodo post esercizio. Meccanismo neurocardiogeno che non mostra alterazioni negli esami strumentali e clinici che sono eseguiti prima di intraprendere un’attività sportiva soprattutto di tipo agonistico.

Molti di questi casi sono preceduti da eventi molte volte sottovalutati. Bisogna prestare molta attenzione agli episodi sincopali che si verificano in rapporto con lo sforzo fisico, quadro collassiale che la letteratura medico-sportiva anglosassone ha identificato nell’acronimo EAC (Exercise Associated Collapse.)

L’episodio collassiale richiede costantemente l’avvio d’indagini perché può essere l’unica manifestazione che annuncia una morte improvvisa.

Morti improvvise di atleti occasionali

Negli adulti molte morti da sport colpiscono atleti occasionali (la classica partitella a calcio fra amici o la partita di tennis alle due del pomeriggio), gli sportivi della domenica: in questi casi la morte improvvisa è in genere dovuta a un blocco della funzionalità cardiaca. Perché avvenga, occorre un evento scatenante e un cuore malato. L’evento scatenante può essere legato alla corsa (mancanza di ossigeno, acidosi lattica, aumento della temperatura corporea ecc.) mentre il problema cardiaco può essere noto o meno. La causa principale di gran lunga più probabile della morte da sport è l’arteriosclerosi coronarica, cioè l’infarto.

E’ raccomandato nell’adulto un controllo dei livelli di colesterolo che sono alla base dell’ostruzione coronarica. E’ necessario quindi avere un’alimentazione corretta e correggere con la giusta terapia l’ipercolesterolemia.

Bisogna inoltre sfatare l’assioma che soprattutto se si ha una certa età è consigliabile correre piano per evitare problemi cardiaci. Un cuore sano ha meccanismi di controllo tali che impediscono il suo danneggiamento, a qualunque intensità si pratichi l’attività sportiva, il nostro corpo ha meccanismi di difesa sofisticatissimi che limitano la possibilità di danneggiare il cuore. Questo consiglio è inutile e fisiologicamente assurdo; l’unico scopo che ottiene è di limitare grandemente le possibilità sportive (e quindi salutistiche) del soggetto.

Per mantenersi in forma e in buona salute è molto meglio avere un’alimentazione corretta e impegnarsi nell’attività fisica.

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