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Bambini al mare. Qualche consiglio per un bagno in sicurezza

Il mare è bello e piacevole, ma può nascondere insidie e pericoli anche quando è molto calmo.

running-beach-kids Foto: usseek.com

D’estate i bambini non vedono l’ora di entrare in acqua, ma basta un attimo perché il piccolo perda conoscenza in acqua e il problema non va sottovalutato neppure dove l’acqua è molto bassa. Tuttavia niente allarmismi: lasciate che i bambini si divertano, ma non distraetevi mai mentre sono in mare o in piscina anche se sono provvisti di braccioli.

3834173854_0b18fb4395 Foto: flickr.com

Ecco alcuni semplici consigli utili per evitare eventuali pericoli e godervi sole e mare in tutta sicurezza:

  • Per cominciare, prima di recarvi al mare fate in modo che il piccolo prenda confidenza con l’acqua. Anche una piccola piscina gonfiabile può rivelarsi utile.
  • I bambini dai 4 anni in su è bene che frequentino un corso di nuoto prima di andare al mare. Nella maggior parte delle città, le piscine organizzano spesso tutta una serie di corsi speciali per bambini molto piccoli in modo da abituarli al contatto con l’acqua e a non averne paura.
  • Scegliete sempre spiagge sorvegliate da bagnini.
  • Non fate mai fare il bagnetto al piccolo in presenza di bandiera gialla o rossa.
  • Insegnate loro che in mare si entra solo se muniti di braccioli.
  • Prestate molta attenzione se i bimbi fanno il bagno con salvagente, materassini o animali gonfiabili: possono allontanarli facilmente dalla riva.
  • Mai lasciare il bimbo da solo in acqua: anche un crampo o un’onda improvvisa possono causare problemi.
  • È inoltre importante che anche i genitori sappiano valutare bene le proprie capacità natatorie e la loro effettiva capacità di intervento in caso di eventuali pericoli.
  • Badate bene anche alla temperatura dell’acqua prima di far entrare il bambino in acqua: se è molto fredda e il piccolo è accaldato potrebbe rischiare uno shock termico. Fate quindi in modo che l’ingresso in acqua sia lento e graduale.
  • Mai fare il bagno in mare dopo aver mangiato: è necessario far passare almeno tre ore da un pasto completo e due da uno spuntino, anche se si tratta solo di un panino o un gelato.
  • Mai in acqua neppure dopo aver bevuto una bibita fredda.
  • Infine, prestate attenzione anche se i bambini non sono proprio piccoli e vietate loro di tuffarsi, soprattutto se l’acqua è bassa, e di giocare a rimanere sott’acqua in apnea: in entrambi i casi è molto pericoloso.

Three kids splashing water on a beach


Nuotare da piccoli. Ritorno alle origini

L’acqua è l’ambiente naturale dei neonati, in fondo hanno nuotato per “soli
nove mesi”. E questo legame con essa, se mantenuto nel tempo, ha effetti positivi sui bambini. E allora perché non continuare a praticare questa utile e bella attività motoria anche in età infantile?

Award-Winning-Water-Babies-Dorset_24610_image Foto: hotfrog.co.uk

Consigliamo, quindi, di incominciare con un corso neonatale ossia l’attività riservata ai neonati e che verte sostanzialmente nel mantenere la cosiddetta acquaticità, che è tipica del neonato. Il corso ha come obiettivo il rafforzamento del legame genitore-bimbo attraverso il gioco in piena libertà, ma anche far familiarizzare il piccolo con l’acqua, ovviamente senza regole o costrizioni. I corsi di acquaticità possono essere iniziati solo dopo i 3 mesi, dopo le prime vaccinazioni, quando il sistema immunitario è già sufficientemente maturo. Indispensabile è un inserimento graduale in modo che il piccolo si abitui poco alla volta all’assenza di gravità e si può continuare sino ai 3 anni: all’inizio con cadenza settimanale e poi anche bisettimanale.

Superata la fase neonatale si passerà all’ambientamento, dove il bambino imparerà a nuotare sotto forma di gioco e con l’ausilio dei braccioli fino ad arrivare all’apprendimento delle varie tecniche natatorie.

swimming-lesson-coaching Foto: covsf.com

Tuttavia molti bambini hanno il terrore dell’acqua e, spiace doverlo ammettere, ma spesso questa fobia viene trasmessa proprio dai genitori, anche se non ne sono consapevoli. Difficilmente i bambini molto piccoli nutrono avversione per l’acqua. Anzi, la riconoscono come elemento piacevole e familiare poiché hanno vissuto nel liquido amniotico nella fase prenatale. Eppure per molti il primo approccio può diventare fonte di timori. Cosa fare allora per evitarlo? Innanzitutto mai intimorirli con frasi del tipo: <<se non impari a nuotare puoi affogare>>, ma nemmeno mostrarsi troppo apprensivi quando i propri figli sono in acqua, trasmettendo loro solamente ansie e paure. In entrambi i casi il bambino vivrebbe l’esperienza in maniera negativa e difficile da gestire emotivamente. Meglio cercare di stimolare la curiosità dei piccoli visitando insieme la piscina, guardando e ridendo degli altri bimbi che nuotano.

In questo modo avrà il tempo di maturare l’idea di provare il nuoto. Ogni bambino ha una storia particolare con l’acqua e avrà bisogno dei suoi tempi di ambientamento per amarla. L’importante è che il nuoto e la frequentazione della piscina diventino per lui un’occasione di divertimento e non di terrore.

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Foto: capitaldistrictny.tumblr.com

La piscina, soprattutto d’estate, diventa un luogo di apprendimento e di divertimento per i bambini, che amano socializzare tra loro godendo in primis dei vantaggi di stare all’aria aperta. Per cui cari genitori fateli imparare a nuotare sin da neonati e fateli divertire!!


Dieta e attività motoria: cosa mangiare prima e dopo

L’estate è ormai alle porte e molti temono la fatidica “prova costume”. Giugno è proprio il mese che fa da “prova del nove”: se abbiamo abbinato una corretta alimentazione al nostro workout non avremo nulla da temere, altrimenti dovremo prepararci a fare delle belle camminate in montagna e rinunciare, almeno per quest’anno, al mare.

Sapere cosa mangiare prima e dopo l’attività motoria è fondamentale per rendere il proprio allenamento più efficace possibile. Ormai, dovreste aver capito che andare in palestra può essere una sofferenza, ma è d’aiuto per perdere i chili in più. Bisogna, però, evitare di andarci a stomaco vuoto e, anzi, scegliere attentamente un’alimentazione pre workout che faccia andare d’accordo dieta e sport.

Cosa mangiare prima

La dieta per l’attività sportiva è fondamentale perché, da un lato, crea tutti i presupposti necessari al raggiungimento di una prestazione ottimale, dall’altro, permette un recupero post-allenamento più efficace.
Ma cosa mangiare prima del workout?
È importante selezionare degli alimenti che siano altamente digeribili, che abbiamo un’elevata densità energetica quali:

1) petto di pollo con riso integrale, che garantiscono molta energia e pochi grassi;

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​2) toast integrale dolce con un cucchiaio di miele o un toast integrale salato con fesa di tacchino e insalata, entrambi ricchi di fibre a lento rilascio;

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3) insalata di ceci in succo di limone, super proteica e senza grassi.

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Idealmente, il pasto deve avere circa 300 calorie e dev’essere consumato almeno tre ore prima dell’allenamento.
Come spuntino per l’allenamento, invece, sarebbe opportuno optare per un frutto come la banana che, ricca di potassio, protegge i muscoli durante la prestazione fisica. Assicuratevi di mangiarlo almeno mezz’ora prima dell’inizio dell’allenamento.

Cosa mangiare dopo

Cibarsi dopo l’attività motoria è fondamentale, contrariamente a quanto si pensa, ossia che subito dopo l’allenamento sia sbagliato mangiare perché tutte le calorie appena bruciate vengono reintegrate. Invece, mangiare dopo l’allenamento è l’unico modo per aumentare i risultati ottenuti durante “la fatica”. L’importante è saper scegliere gli alimenti giusti. Quello che proponiamo vale, come sopra, soltanto come spunto e non come vademecum.

1) salmone al forno con asparagi;

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2) tagliata di vitello con pomodori e rucola;

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3) insalata di pomodori, cetrioli, feta e olive;

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4) bresaola con olio d’oliva, succo di limone, rucola e grana.

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5 sport che fanno bene a corpo e mente

Forza, determinazione e ottimismo sembrano essere gli ingredienti giusti che lo sport riesce ad apportare a chi lo pratica regolarmente; senza dimenticare che l’attività fisica è importante per combattere l’obesità, ha risvolti benefici sul cuore, garantendo la protezione cardiovascolare e contro l’ipertensione arteriosa. Ma quali attività fisiche dobbiamo compiere per sentirci meglio anche psicologicamente? Scopriamolo insieme.

CORSA possibilmente da praticare in luoghi particolarmente rilassanti, come, ad esempio, in mezzo alla natura di un parco o nelle zone vicino al mare. Può essere il modo più giusto per lasciarsi alle spalle le preoccupazioni e la vita frenetica della città e per ritrovare un miglior rapporto con il corpo. Alcune ricerche dimostrano come i benefici che si ricavano dalla corsa siano molto simili a quelli derivanti dalla meditazione.

Walking Foto:caribbeancr.edublogs.org

CICLISMO chi usa la bike sa bene come sia importante allenare le gambe e dare la possibilità alla mente di restare più in sintonia. Per questo sarebbe opportuno pedalare nel verde, per rilassarsi. La bicicletta garantisce anche una migliore respirazione e l’ossigenazione svolge un ruolo essenziale nel rilassare lo spirito.

beginner_bike_interval_workout  Foto: blog.codyapp.com

PILATES si basa sul rilassamento dei muscoli e sul mantenimento della corretta postura. Grazie a questi due principi lo sport in questione consente di sentirsi meglio velocemente, non solo fisicamente, ma anche nel conseguiregiusto equilibrio psichico.

zoshoa022013 Foto: fitnessnetwork.com.au

AcquaGym ci si può allenare dolcemente. Si ha modo di scaricare le tensioni nervose all’interno di questo liquido ricco di simboli e carico di emozioni. L’acqua permette alla mente di rilassarsi e di ritrovare un rapporto più intimo con il proprio corpo.

basen Foto: ecspedycja.eu

YOGA respirazione e meditazione sono le basi fondamentali dello yoga. Riduce l’ansia e la depressione, combatte l’insonnia, aiuta a diventare più consapevoli e quindi ad acquisire chiarezza mentale. Ma questi sono solamente alcuni dei benefici dello yoga, che aumenta la concentrazione, oltre a far bene al cuore, a sconfiggere il mal di schiena e a rallentare l’invecchiamento.

yoga-woman  Foto: dolphinsquare.co.uk


Attività fisica? Tiratevi su, usate le vostre gambe e muovetevi. Bastano 30 minuti al giorno

Quando le persone sono a dieta non mangiano a sufficienza e rallentano il metabolismo, entrano in una modalità di pseudofame in cui il loro corpo smette di bruciare calorie velocemente perché sente la necessità di conservarle, ecco perché l’esercizio fisico è così importante. L’attività fisica aiuta a fare in modo che l’attività metabolica rimanga veloce; infatti il movimento è ciò che dà al corpo l’autorizzazione a bruciare calorie. È pertanto necessario fare esercizio fisico per impedire al corpo di andare in panico nella modalità di pseudofame.

La mancanza di attività fisica è anche uno stress per il corpo; la tensione si accumula sempre più senza trovare una via di uscita. È sufficiente una modesta pratica sportiva per fare sbollire la tensione, abbassare la soglia di reattività e migliorare la risposta emotiva agli stimoli negativi.
L’esercizio fisico riduce i rischi di malattie cardiache e vascolari, infarto, diabete, ipertensione, osteoporosi, obesità, depressione. Dovrebbe essere praticato almeno 30 minuti al giorno.

131158-849x565r1-workout-tipsFoto: exercise.lovetoknow.com

Il movimento fa bene. Ecco perchè
1.    Consente di bruciare calorie in eccesso e , quindi, di mantenere il peso-forma o di perdere peso.
2.    Stimola la respirazione. Il movimento della cassa toracica rappresenta una sorta di massaggio per gli organi interni (fegato, reni, stomaco, intestino e vescica).
3.    Previene l’osteoporosi. L’azione muscolare stimola infatti la produzione di matrice ossea, importante per aumentare la resistenza e ridurre i rischi di fratture.
4.    Stimola la circolazione arteriosa e venosa.
5.    Previene l’insorgenza di malattie dell’apparato cardiocircolatorio.
6.    Stimola e protegge sia il sistema immunitario, sia quello endocrino.
7.    Riduce i livelli di colesterolo, in particolare l’LDL.
8.    Aiuta a ridurre il livello della pressione arteriosa e la frequenza cardiaca.
9.    Aumenta l’eliminazione dei radicali liberi.

Correre, ma anche camminare, giocare a tennis, anche in bicicletta, nuotare. Gli hobby funzionano a patto di essere fisicamente attivi per almeno tre ore alla settimana. Validi anche gli esercizi di stretching.
Dopo un’ora alla scrivania, è bene alzarsi, allungarsi, fare qualche piegamento sulle ginocchia e qualche respiro profondo.
L’attività fisica è anche efficace nella riduzione dell’adiposità addominale, tipica della cosiddetta “forma a mela” in cui il grasso si deposita intorno allo stomaco e al torace.

Swim FastFoto: cardinalrec.stanford.edu

Troppo in sovrappeso per riuscire a fare attività fisica?
Affermare che siete troppo in sovrappeso per fare attività fisica è come dire siete troppo magri per mangiare. Il corpo ha bisogno di esercizio fisico così come ha necessità di cibo. Non importa quanti sono i chili in eccesso, potete fare qualcosa per iniziare a perdere grasso, rafforzare le ossa e dare sollievo alle articolazioni dal peso che stanno sopportando. Naturalmente bisogna prima di tutto rivolgersi ad uno specialista in nutrizione e seguire una alimentazione corretta e sana,  prima di cominciare un programma di attività fisica.

Cominciate con poco camminando per 10 minuti al giorno senza fermarvi e aumentando di 5 minuti a intervalli regolari. Presto riuscirete a camminare per un’ora al giorno. Potete cominciare anche con qualche leggero esercizio di resistenza: fare semplici esercizi con i barattoli del supermercato o con i libri stimolerà i vostri muscoli in modi nuovi, dando una scossa al vostro metabolismo in modo che il corpo possa ricominciare a bruciare grassi. I pesi fanno sviluppare anche le ossa, infatti queste si sviluppano in risposta alla tensione, così quando un muscolo si tende su un osso durante il sollevamento pesi, lo stimola ad aumentare la densità diminuendo la percentuale di rischio per l’osteoporosi. E non dimenticare mai di fare stretching!

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Foto: singpatong-sitnumnoi.com

<<Abbiamo il diritto e il dovere di volerci bene e di rispettare il nostro corpo che, non dimentichiamolo, è il tempio dell’anima. L’autostima, la fiducia in se stessi, l’orgoglio e la fierezza che ne deriveranno ne saranno la conferma>>.

Dott.ssa Mariangela Aquila, Biologa Nutrizionista – Alta Formazione Specialistica in Nutrizione e Dietetica presso Aqvaworld Bluwellness Family Club


Nuoto che passione … ma con la giusta alimentazione!

Tutte le attività biologiche richiedono energia per essere svolte e tale energia viene comunemente misurata in calorie. L’organismo umano si procura le calorie necessarie per le sue molteplici attività tramite l’alimentazione, sfruttando le proprietà chimiche degli alimenti. Attenzione però, tra tutti i principi alimentari soltanto glucidi, lipidi e proteine (principi alimentari calorici) forniscono le calorie necessarie a coprire il fabbisogno energetico, mentre vitamine, acqua e sali minerali (principi alimentari non calorici) sono indispensabili per il bisogno plastico relativo alla protezione, costruzione e riparazione dei tessuti.

Le necessità energetiche variano a seconda del tipo di composizione corporea, dell’età (il consumo calorico decresce con gli anni e nella terza età è pari alla metà di quello di un giovane venticinquenne) e del tipo di allenamento che sta effettuando l’atleta, nel nostro caso specifico un nuotatore.

Il fabbisogno in nutrienti deve essere invece così ripartito:

  • 58-60% di calorie introdotte con i carboidrati, quindi pane, pasta, riso e cereali;
  • 28-30% di calorie derivanti da grassi o lipidi (ad esempio olio extra vergine di oliva, grassi contenuti in latte e derivati);
  • 10% di calorie derivanti da proteine di origine vegetale (ad esempio i legumi o cereali) e animale (carne, pesce, uova e formaggi).

Vitamine e sali minerali devono essere introdotti attraverso un’alimentazione varia ed equilibrata, che prevede 3 razioni di frutta o succhi di frutta e 2 razioni di verdura nell’arco della giornata, senza dimenticare la necessità di un supplemento di vitamine C, E e del gruppo B nei periodi in cui ci si sottopone a sforzi intensi.

Tra i sali minerali occorre fare attenzione in particolare a sodio, potassio, ferro, iodio, magnesio e fosforo: infatti, chi pratica uno sport in genere suda molto e con la sudorazione si verificano perdite di sali minerali che vanno reintegrati con l’alimentazione.

Le sostanze maggiormente perse con il sudore sono sodio, cloro e potassio, i quali hanno funzioni fra loro collegate e regolano soprattutto la ritenzione di acqua, la pressione osmotica dei tessuti e l’equilibrio acido-base dei tessuti.

Il sodio è contenuto in tutti gli alimenti e nelle acque minerali (ricordiamo che 1 g di sale da cucina apporta circa 400 mg di sodio). Il cloro si trova in natura associato ad altre molecole (la fonte principale di cloro nella nostra alimentazione è il cloruro di sodio, ovvero il sale da cucina). Il potassio si trova nella frutta (fresca o secca), nei legumi, nella verdura e nel cacao.

healthy+2Foto:onedjmckay.blogspot.com

Nutrizione e Sport

Un’alimentazione ricca di nutrienti energetici e salutari gioca un ruolo essenziale per chi pratica nuoto nell’ottimizzazione della forza muscolare che permette di migliorare gli allenamenti in piscina e nuotare più velocemente. La corretta alimentazione per un nuotatore deve innanzitutto considerare un apporto di carboidrati/proteine/grassi ben bilanciato, in modo da non appesantire e dare le giuste energie all’organismo prima di ogni allenamento e ripristinare le riserve dopo.

I nuotatori ottengono la maggior parte delle loro energie dai carboidrati, che vengono lentamente digeriti (demoliti in tante molecole di glucosio) e consumati attraverso i processi metabolici, fornendo energia per un lungo periodo di tempo. È importante consumare carboidrati ogni giorno per ottimizzare le prestazioni e assicurarsi energia sia durante l’attività in piscina, sia fuori, e i nuotatori richiedono circa 2,3-3,6 grammi di carboidrati per chilo di peso corporeo al giorno. Ottime fonti di carboidrati sono pasta, pane, cereali, frutta e verdura.

Il compito delle proteine è quello di mantenere funzionali le cellule dell’organismo e in particolar modo i muscoli, aiutando anche a ripararli quando è necessario. Un consumo quotidiano di proteine, che normalmente è di circa 0,8 grammi per chilo di peso corporeo, garantisce questo risultato, mentre un apporto con la dieta leggermente superiore, unito al giusto allenamento, sembra possa rafforzare i muscoli in crescita; attenzione però a non esagerare perché oltre una certa soglia il nostro corpo non è più in grado di utilizzare tutte le proteine che vengono eliminate attraverso le urine con possibili rischi per la salute dei reni. I cibi con un alto contenuto proteico sono carne, pesce, latte e derivati (formaggi, yogurt), legumi e uova.

Healthy-FoodsFoto: thinkprogress.org

Anche i grassi sono delle sostanze molto importanti, anche se il motivo per cui si va in piscina non è lo svago o la competizione, ma per dimagrire. I grassi sono una fonte di energia molto più generosa, infatti un grammo di grassi si trasforma in 9 calorie mentre un grammo di carboidrati ne dà solo 4, ma vengono consumati più velocemente dall’organismo rispetto ai carboidrati; inoltre, sono immagazzinati in modo tale da richiedere molto più tempo per essere bruciati e questo può ridurre le prestazioni nel nuoto. Quando si scelgono alimenti con un discreto contenuto in grassi è meglio scegliere alimenti con grassi non saturi, come arachidi, anacardi, oppure olio extravergine di oliva come condimento. Se non si sa resistere alla tentazione di consumare alimenti ricchi di grassi saturi, come carni rosse, cibi fritti o panini dei fast food, è meglio farlo dopo l’allenamento. In media, i nuotatori richiedono almeno 0,45 grammi di grassi per ogni chilo di peso corporeo.

Un aspetto di cui spesso ci si dimentica è l’idratazione dell’organismo; il nuoto è uno sport in cui si sta in acqua tutto il tempo e soprattutto non si ha la sensazione di sudare, ma il corpo brucia lo stesso calorie e di conseguenza c’è lo stesso la perdita di liquidi e sali minerali, anche se non è evidente come durante una corsa. Una corretta alimentazione dunque deve essere integrata dal giusto apporto idrico per poter essere d’aiuto nel raggiungimento di prestazioni ottimali. I nuotatori dovrebbero consumare almeno otto bicchieri d’acqua al giorno, di cui due, due ore prima di andare a nuotare, oppure uno sport drink con integratore salino se l’attività fisica è prolungata.

Uno dei problemi principali dell’alimentazione del nuotatore riguarda la qualità dei pasti e l’orario in cui alimentarsi: infatti, è opportuno consigliare un regime nutrizionale differente in base al momento della giornata in cui si sostengono allenamenti o gare.

images Foto: listdose.com

Il nuoto è un’attività che richiede un’elevata spesa di energia, quindi è importantissima la scelta di cibi che possono essere d’aiuto: gli alimenti giusti sono principalmente quelli ricchi in:

  • carboidrati come pane, pasta, cereali, frutta e verdura che forniranno le giuste energie per completare l’allenamento;
  • proteine meglio se derivate da carni magre o pesce, ma anche uova, legumi e latte;
  • grassi non saturi, come olio di oliva e avocado.

L’apporto calorico varia molto a seconda del tipo di nuoto che fate, dalla durata e dall’intensità dell’allenamento, ma si può tener conto che mediamente il consumo di calorie nuotando è di circa 11,5-14 Kcal/minuti.

swimmers_shoulder Foto: physioworks.com.au

In base all’obiettivo del vostro allenamento potrete facilmente calcolare quante dovranno essere le calorie giornaliere.

La frequenza dei pasti deve essere abbastanza alta per permettere un continuo apporto di energia; è meglio fare dei pasti meno abbondanti per non rischiare di mangiare troppo, ma si consiglia di fare diversi spuntini in modo che in tutto si abbiano dai 4 ai 7 pasti al giorno.

E con questo vi auguro un buono e sano allenamento.

Dott.ssa Mariangela Aquila, Biologa Nutrizionista – Alta Formazione Specialistica in Nutrizione e Dietetica presso Aqvaworld Bluwellness Family Club


Di quanto sport abbiamo realmente bisogno?

 L’obiettivo è che tutti prendano la “medicina” attività fisica, ma camminare per dieci minuti di quando in quando non serve granché: certo è sempre meglio di niente, soprattutto in presenza di patologie, ma non crogioliamoci nell’idea che sudare sia inutile per ottenere benefici consistenti sulla salute e la forma fisica.
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Allora, qual è la dose giusta del farmaco-allenamento? Il primo passo di chi decide di fare movimento è valutare con una prova da sforzo la propria reale frequenza cardiaca massima e il consumo massimo di ossigeno: poi è possibile determinare durata, frequenza e intensità dell’allenamento, da scegliere in modo che sia completo. Non va bene, infatti, puntare solo su un’attività aerobica e ad esempio dedicarsi soltanto alla corsa: vanno sempre associati esercizi anaerobici di potenziamento e lo stretching, perché per essere davvero in salute contano anche forza muscolare, flessibilità, equilibrio. Capita spesso di vedere persone che praticano jogging con regolarità ma sono in condizioni fisiche scadenti perché hanno i muscoli “rattrappiti”, un torace poco espanso e la muscolatura respiratoria poco tonica. Inoltre, la “dose” di movimento cambia man mano che passano i mesi, perché con l’allenamento si fanno progressi e l’intensità degli sforzi può crescere».

Qualche consiglio pratico

L’ideale sarebbe fare movimento tutti i giorni per 45-60 minuti, ma volendo essere realisti il “dosaggio” di un’ora di attività fisica a giorni alterni può essere un buon obiettivo per chiunque. L’importante è trovare il grado di sforzo giusto: non deve essere troppo poco, perché altrimenti non ci si allena davvero, ma non si deve neppure esagerare altrimenti si rischia di trarne più svantaggi che benefici. Mantenersi entro il 70-80 per cento della propria frequenza cardiaca massima è l’ideale.

Fonte: Il Corriere Della Sera


Io odio praticare attività fisica. Noi proviamo a farvela piacere con 10 trucchi

C’è chi, nonstante i ritmi frenetici, non perde occasione per andare in palestra oppure per fare jogging, e chi invece si nasconde detro mille scuse quali “non ho tempo”, “devo occuparmi dei figli”, “ho orari di lavoro strani” ecc, pur di non praticare sport. Tutto sta nella motivazione, ognuno di noi (dicono gli esperti, n.d.r.) ha potenzialità da tirar fuori per mantenerci attivi quotidianamente. L’esercizio fisico deve diventare un’abitudine e, per fare in modo che rientri nel nostro stile di vita abituale, ci sono alcune piccole strategie a cui fare ricorso.

1) Alzarsi presto. Predisponete tutte le condizioni per il vostro allenamento del mattino, puntando la sveglia presto al mattino. Apposite ricerche scientifiche hanno dimostrato che praticare attività fisica al mattino è molto più motivante che svolgerla nel corso della giornata, anche perché, proprio al mattino, ci sono minori distrazioni.

wake-up-earlyFoto: cultivatinghabits.com

2) Aspettate 6 settimane. Secondo gli esperti ci vorrebbero almeno sei settimane perché l’esercizio fisico diventi un’abitudine. Si tratterebbe proprio del tempo giusto per vedere i primi cambiamenti estetici. Raggiunti i tanto desiderati cambiamenti non vorrete più tornare alla vecchia forma fisica.

3) Trovate lo sport più adatto a voi. Non tutti gli sport e le forme di fitness sono adatti a ciascuno di noi. Cercate di avvicinarvi alla disciplina che più vi incuriosisce, incominciate a praticarla e, se vi prende, vedrete che diventerà il vostro toccasana quotidiano.

WalkingFoto: caribbeancr.edublogs.org

4) A A A personal trainer cercasi. Se non avete mai fatto esercizio fisico, o se non lo praticate da molto tempo è bene affidarsi alle mani esperte di un personal trainer che magari vi aiuterà a trovare anche la giusta motivazione per meglio raggiungere gli obiettivi prefissati.

1Foto:personaltraining015.wordpress.com

5) Iscrivetevi ad un club. Imparare a condividere le proprie esperienze sportive è bello e l’iscrizione ad un club è un modo per sentirsi più motivati, il senso di appartenza al gruppo di un corso collettivo sarà la giusta chiave di inizio.

6) Organizzazione. Per trovare il tempo necessario per praticare attività motoria è semplice: scegliete il club più vicino al vostro posto di lavoro o a casa peserà di meno il rientro a fine allenamento, e tenete sempre a portata di mano la borsa con tutto l’outfit necessario per lo sport che si desidera praticare.

7) E’ tempo di investire nel fitness. Se si è abituati a risparmiare e ivestire il danaro in buoni affari, lo sport come investimento non è da sottovalutare.

teammember_03 Foto: 24hourfitness.com

8) Non esagerate. Soprattutto per i neofiti sarebbe opportuno iniziare gradualmente, con delle sedute bisettimanali magari, per evitare infortuni e strappi miscolari. Integrate sempre con delle bevande a base di sali minerali e fate sempre stretching a ogni fine seduta.

9) Be social. Utilizzare delle app che contano il consumo di calorie e suggeriscono il miglior programma di allenamento da seguire, può essere una giusta stimolazione per continuare a fare attività sportiva.

10) Concedetevi un premio. E quello lo decidete voi, noi vi possiamo suggerire qualcosa di cui usufruire solo una volta a settimana tipo un buon bicchiere di vino, un gustoso dessert o un buon rustico.

BXP49608Foto: culinaryone.com

Fonte: TantaSalute

 


Uomini più forti nello sport? Questione di respiro

La rivista The Journal of Physiology ha pubblicato dei risultati interessanti relativi alla differenza abissale che intercorre tra la respirazione femminile e quella maschile, al punto da spiegarne il divario nelle prestazioni sportive. Nei maschi i muscoli che consentono alla gabbia toracica di espandersi, lavorano in maniera più efficiente. Nelle donne gli stessi muscoli consumano molto più ossigeno. Questione quindi di massa muscolare? Anche, ma non solo: il segreto è nell’efficienza della respirazione. Nelle donne i muscoli che consentono alla gabbia toracica di espandersi consumano molto più ossigeno rispetto agli uomini. Un dato tutt’altro che trascurabile non solo in campo sportivo: la scoperta potrebbe avere ripercussioni anche nel trattamento delle malattie respiratorie.

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Foto: performanceconnection.ca

Misurare il consumo d’ossigeno
Per arrivare a questa conclusione i ricercatori della University of British Columbia (Canada) hanno sottoposto un gruppo di giovani atleti – donne e uomini – ad un test volto a valutare il consumo di ossigeno sotto sforzo. In particolare ad essere misurata è stata la quantità del gas consumato dai muscoli del diaframma e della gabbia toracica. Dalle analisi è emerso chiaramente che le donne utilizzavano più energia per la respirazione e quindi maggior ossigeno. Durante l’esercizio abbiamo bisogno di respirare più spesso e, di conseguenza, i muscoli respiratori devono lavorare di più e utilizzare molta più energia. I risultati ottenuti dagli scienziati  canadesi dimostrano che il costo metabolico della respirazione durante l’esercizio fisico nelle donne è più alto.

Crossfit1-1024x782Foto: kaplanchiropractic.com

Le implicazioni della scoperta
Come spiega William Sheel, uno degli autori dello studio, «se le donne utilizzano più ossigeno nei muscoli respiratori significa che vi è un abbondante flusso di sangue diretto in quelle zone. Ciò significa che in altri muscoli, come ad esempio quelli delle gambe, arriva una quantità di sangue minore rispetto agli uomini. Questa potrebbe essere la ragione della differenza di prestazione fisica tra i due sessi». Secondo quanto dichiarano i ricercatori i prossimi passi saranno quelli di testare se questa differenza nel consumo di ossigeno ha effetti sulla gittata cardiaca e sull’affaticamento muscolare. Dati importanti da valutare in quanto potrebbero fornire informazioni utili nel trattamento differenziale tra uomini e donne delle malattie respiratorie.

Fonte: La Stampa


Sport: elisir di benessere anche durante la terza età

Stando ai dati Istat nella Penisola è particolarmente accentuato l’aumento del numero di anziani entro i prossimi 30 anni: gli ultra 65enni, oggi pari al 20% circa della popolazione, cresceranno fino al 2043, anno in cui oltrepasseranno il 32%; oltre a ciò si allunga l’aspettativa di vita. Spesso il popolo dalla chioma bianca ha una buona disponibilità economica, ha bisogno di cure particolari, non gli manca il tempo libero e, soprattutto, vuole vivere a lungo e bene divertendosi, perché teme la solitudine, e pratica del sano sport.

oa-swimming-image-1---bannerFoto: bhfactive.org.uk

L’attività motoria andrebbe prescritta come una vera propria medicina a tutte le età; il movimento, infatti, può prevenire o attenuare molti problemi psicofisici collegati all’età, oltre che favorire la socializzazione. In generale l’attività fisica fa bene per tutto l’organismo e previene tante altre malattie tipiche della terza età come patologie cardiovascolari, diabete, depressione, osteoporosi e ipertensioni. Ovviamente, con l’aumentare dell’età è importante seguire una serie di accortezze maggiori ma, se praticato in modo adeguato e con frequenza costante, l’esercizio fisico rimane anche per gli over 65 un’arma fondamentale contro le malattie tra cui i tumori.  Ma che tipo di attività svolgere dopo i 65 anni? E’ consigliabile fare delle quotidiane lunghe passeggiate a passo veloce, la cyclette, il nuoto, la ginnastica dolce in acqua e anche lo yoga. Poi conviene dimenticarsi il più possibile dell’anscensore e, se ivece si è abituati ad altri tipi di sport, è bene continuare.

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Non meno importante è il fattore legato all’alimentazione: una sana abitutidine alimentare è il primo e indispensabile presupposto per un invecchiamento attivo e in buona salute. Il corretto apporto di tutti i nutrienti necessari oggi può essere favorito anche dalla supplementazione della dieta con i numerosi prodotti nutraceutici disponibili sul mercato. Sono numerosi i nutrienti che un over 65 può utilmente includere nella propria dieta per ottenere notevoli benefici in termini di qualità di vita, come le fibre, le proteine, anche di origine vegetale, i fitosteroli e i polifenoli, gli aminoacidi, gli acidi grassi essenziali, gli antiossidanti, gli Omega3, i sali minerali e le vitamine; e ancora il coenzima Q10, gli steroli, il selenio, l’acido folico e il ferro.

Fonti: L’Eco di Bergamo, Italia Oggi