Dormire fa bene alla salute e alla linea

Il sonno fa bene alla salute e alla linea. Sembra la classica scoperta dell’acqua calda, se non fosse che un team di studiosi americani, guidati dalla dottoressa Nathaniel F. Watson (University of Washington Medicine Sleep Center di Seattle), hanno verificato che esiste un legame stretto tra sonno e funzionamento dei geni che determinano sovrappeso e obesità.

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Foto: o5.com

Benefici del sonno sulla linea

Lo studio, svolto su circa 1100 coppie di gemelli, dimostra come dormire più delle classiche otto ore consigliate aiuti a bloccare l’azione di alcuni geni che determinano il peso, favorendo una maggiore efficacia di diete e attività fisiche varie. Chi dorme meno di sette ore per notte, insomma, subisce una maggiore influenza dei geni che determinano l’aumento dell’indice della massa corporea.

Ma come è possibile che il sonno di qualità determina una diminuzione della massa corporea? A dire il vero, il meccanismo per cui si verifica questo fenomeno è ancora da chiarire. L’ipotesi più probabile è che il sonno riesca a fermare l’azione dei geni, i quali non trasmettono i propri messaggi a metabolismo e proteine. La mancanza di sonno, invece, provoca uno stato di stress che aumenta i livelli di proteine infiammate nel sangue e sono proprio le infiammazioni a una delle principali cause di obesità e disfunzioni metaboliche. Finora i ricercatori americani hanno trovato venti geni che causano obesità: alcuni sono legati al metabolismo del glucosio, altri al senso di fame e sazietà. Lo studio sta cercando di far luce su quali siano i geni che vengono maggiormente influenzati dal sonno.

Non è la prima volta, comunque, che alla qualità e quantità del sonno vengono attribuiti effetti benefici per la linea: la relazione sonno-peso era stata già affrontata in diverse ricerche scientifiche. Nessuno, però, è riuscito mai a intuire l’esistenza di un legame con la genetica, cosa che gli studiosi americani hanno compreso grazie allo studio sui gemelli omozigoti (che hanno fornito un duplice esempio dal DNA identico) ed eterozigoti (con DNA diverso, ma con similitudini e fattori di rischio quasi identici), in modo da confrontare stili di vita differenti e genetica quasi simile e capire come questi fattori possano influenzare il peso.

 

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